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Teso: «Dimissioni non irrevocabili» PDF Stampa
domenica 06 novembre 2005

6 novembre 2005

Image"Dimissioni non irrevocabili". Graziano Teso, nell'affollatissima conferenza stampa, programmata in sala giunta, ma poi spostata in sala consiliare per dare modo ai tanti cittadini convenuti di assistere ai lavori, lascia la porta aperta a possibili ripensamenti. Il messaggio è rivolto soprattutto ai sei consiglieri di maggioranza "dissidenti" che domani mattina, assieme a cinque dell'opposizione, avrebbero intenzione di protocollare le dimissioni contestuali da consigliere comunale, facendo così decadere automaticamente l'amministrazione comunale in carica con l'immediato arrivo del commissario prefettizio. Un'ipotesi questa definita "vigliacca" dal primo cittadino, in quanto non lascerebbe alcun spazio a chiarimenti e discussioni in consiglio comunale, qualora fosse lasciato libero corso all'iter delle dimissioni del primo cittadino o all'eventuale mozione di sfiducia presentata da almeno 8 consiglieri.

Insomma non tutto sarebbe perduto, anche se a fine conferenza stampa i consiglieri "dissidenti" hanno confermato l'intenzione di non volere desistere dal presentare la dimissioni contestuali. Il mandato tra i "dissidenti" è: staccare il telefono. E se il sindaco dimissionario è apparso prostrato ma sereno ("questa notte finalmente ho dormito: era da giugno che non accadeva"), ci ha pensato l'assessore Santina Zanin, rimastagli fedele assieme a Ernesto Ridolfi, Sileno Burato, Luigi Boatto, Massimo Borin, Angelo Cattelan e Luigi Boatto, ad andare giù diritta con pesanti accuse nei confronti dei sei dissidenti, accusati, con epiteti non ripetibili, di agire in modo non corretto. Insomma un'arrabbiatura solenne quella dell'assessore ai lavori pubblici che lasciava poco spazio a ripensamenti. Non che Teso non abbaia affondato il coltello nei confronti dei "dissidenti", lasciandosi anche andare a digressioni letterarie come "c'è del marcio in Danimarca", paragonando Eraclea alla patria dell'Amleto Shakespeariano. In realtà più che lanciare precise accuse il sindaco dimissionario ha attribuito la responsabilità di quanto sta accadendo ad un presunto atteggiamento immaturo dei sei dissidenti che non avrebbero capito che "favorire un imprenditore non significa far del male al paese, ma contribuire invece ad arricchirlo in quanto il benessere dell'imprenditore si estende a tutta la comunità". Nel ricordare la "rivoluzione" portata ad Eraclea in questi 14 mesi di governo del centrodestra, ad iniziare dall'avvio pionieristico della raccolta dei rifiuti porta a porta, con una mole notevole di lavori impiantati, Teso si è rammaricato di dover lasciare senza poter portare a termine quanto programmato. Nel ringraziare i dipendenti per l'"impressionante" mole di lavoro svolto, ha puntato il dito contro i "vertici di partito" che si sarebbero mossi contro di lui e non ha risparmiato la punzecchiatura di accusare di presunto conflitto di interessi i consiglieri di minoranza che muoverebbero solo sul "problema dei rifiuti avendo un importante impresa nel settore".

Maurizio Marcon

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Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 06.11.2005
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.

 

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