| Si è dimesso il sindaco Graziano Teso |
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| sabato 05 novembre 2005 | |
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5 novembre 2005 Con l'elezione dell'esperto e collaudato Graziano Teso, ex democristiano, da poco in pensione come funzionario della Regione, dove continuava a collaborare coordinando il gruppo consigliare dell'Udc, il centrodestra sembrava avere numeri e qualità per aprire un'epoca amministrativa. A farlo pensare era non solo l'indubbia esperienza del nuovo primo cittadino, già vicesindaco dal '94 al 95, ma anche le sue importanti entrature a palazzo Balbi, la disponibilità a lavorare a tempo pieno, l'oggettiva difficoltà del centrosinistra alle prese con problemi di ricambio del gruppo dirigente che si era logorato negli ultimi anni di amministrazione. Ed invece. Questa mattina in una conferenza stampa convocata in Municipio il sindaco spiegherà i motivi delle sue dimissioni. Di certo Teso con le sue dimissioni ha giocato d'anticipo, avendo i sette cosiddetti "dissidenti" interni già raccolto 12 firme (senza dover chiedere quella dell'ex sindaco Argentoni e dell'ex vicesindaco Roberto Zucchetto), ne sarebbero bastate solo 11, per dimettersi in blocco da consiglieri comunali e far quindi decadere l'Amministrazione comunale, con il conseguente arrivo del commissario prefettizio. Giovedì sera l'ultimo tentativo di un accordo interno era naufragato, e ieri mattina in Municipio si attendeva che la lettera congiunta di dimissioni fosse protocollata. In mattinata si era svolta l'ultima riunione di Giunta per sistemare alcune pendenze in attesa del passaggio di consegne al Commissario prefettizio. Non è detto che all'ultimo minuto ci si sia accordati di chiudere l'Amministrazione attraverso le dimissioni spontanee del primo cittadino, anzichè quelle forzate dei consiglieri comunali. Comunque oggi si saprà. Del logoramento di rapporti interni si era iniziato a parlare quest'estate, al momento della richiesta d'informazioni al segretario comunale, da parte dei sette dissidenti (tre assessori di cui il vicesindaco, il presidente del consiglio comunale e altri due consiglieri con delega), per costituirsi in gruppo autonomo ("Volto sociale"). A dividere sembra sia stata la scelta di Teso di trattenere alcune importanti deleghe come il Turismo, ma soprattutto l'Urbanistica e le conseguenti importanti scelte che avrebbero fatto beneficiare alcuni gruppi di costruttori rispetto ad altri. |