| Autorizzato lo scempio di valle Ossi |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| sabato 14 luglio 2001 | |
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Valle Ossi può essere cementificata: il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar che dava via libera all'edificazione di 800mila mc a ridosso della laguna del Mort. "Carenza di motivazione, eccesso di potere pubblico e sacrificio del privato, perplessità, illogicità manifesta ed erroneità dei presupposti", sono gli argomenti usati prima dai giudici amministrativi regionali, e confermati dai supremi giudici statali, per giustificare lo scempio di uno dei siti più interessanti dal punto di vista paesaggistico e naturalistico di tutto il litorale alto Adriatico. E' una storia vecchia quella di Valle Ossi. Iniziata negli anni 70 con le prime proposte di edificazione, si progettava, allora senza sostegni di pianificazione urbanistica, di costruire una darsena con un porto canale in collegamento con il mare e il Piave; poi, negli anni '80, è arrivato il Pdf, il piano di fabbricazione, il primo strumento urbanistico che recepiva concretamente l'idea edificatoria. Un'idea da 800 mila mc, contenuta nel piano di lottizzazione, lo strumento che aveva avviato la prima vera costruzione di Eraclea Mare, dopo il fallito tentativo del suo fondatore, Marco Aurelio Pasti, che a metà degli anni '60, l'aveva pensata con tanto verde e poco cemento. Un'idea troppo vecchia per i tempi che correvano e troppo prematura per quelli che devono ancora venire. Con la vendita alle sette società che fecero la prima lottizzazione ebbe così inizio la travagliata vicenda urbanistica di Eraclea Mare. Finora ad essere risparmiata dal cemento è stata proprio Valle Ossi e la zona rimasta di proprietà della famiglia Pasti. A difendere valle Ossi è stato in primo luogo la bellezza del vicino Mort, un sito che ti toglie il fiato da quanto è bello. Una natura incontaminata: forse l'ultima rimasta nell'alto Adriatico a non subire alcun scarico acqueo inquinante. Scesero in lotta anche gli ambientalisti. Ma niente poterono contro il consiglio comunale che nel 1990 adottò il Prg che recepiva la cubatura edificatoria già prevista dal Pdf. Andò meglio nel 1993 con la Regione che nell'approvare il Prg stralciò d'ufficio l'edificazione di valle Ossi. Una decisione presa quale integrazione e conseguenza del Ptrc, lo strumento di pianificazione regionale in funzione della tutela dei siti paesaggistici e naturali notevoli. Poi però è stata proprio la Regione a non essere conseguente nel difendere il suo atto: se nel 1996, in occasione del ricorso al Tar della Finer, la società proprietaria dei terreni, difese la sua tesi, poi davanti al Consiglio di Stato è stata dichiarata "perente". Cioè nessuno si è presentato a difendere la tesi per cui la stessa Regione aveva fatto ricorso contro la decisione del Tar. Assente la Regione anche nel concludere l'iter del vincolo specifico, per il Mort e valle Ossi, avviato nel 1991 dalla Commissione provinciale per i beni ambientali e paesaggistici, che avrebbe consentito ai tribunali amministrativi di prendere una decisione favorevole alla natura. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 14.07.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |