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data pubblicazione: 13 ottobre 2005
"Buttare il vecchio progetto già finanziato della pista ciclabile Eraclea-Ponte Crepaldo per spostarla sul lato sud della Jesolana, con il tombamento del canale Brian superiore, è una scelta 'dissennata' da un punto vista viabilistico ed ambientale, oltre che impossibile da realizzare in tempi accettabili mancando la copertura finanziaria". Stefano Stefanetto, segretario dei Ds, dopo il suo intervento all'assemblea pubblica organizzata dal Comune, presente l'assessore provinciale ai Lavori pubblici, Paolo Gatto, in cui trovò applauditi consensi sulla mancanza di sicurezza della provinciale, parlando contro il predominio delle auto e a favore della cultura della bicicletta, torna a puntare il dito contro la nuova scelta del Comune, avallata dalla Provincia, che ha sovvertito la precedente già giunta alla fase di realizzazione. "A parte lo spreco - protesta Stefanetto, di professione architetto progettista di opere analoghe - di buttare via un progetto già pagato di 87mila euro, la scelta di ritardare l'opera tanto attesa, cambiandola radicalmente, è sbagliata prima di tutto da un punto di vista della logica viabilistica e della sicurezza: tutte le strade (via Interessati, via Tortoletto, via Zanella, via Tabina e via Papa Giovanni XXIII) sboccano sul lato nord della strada mentre sul lato sud ci sono solo un paio di accessi, quindi realizzare la pista su quel lato vuol dire dover fare cinque attraversamenti, aumentando i fattori di rischio. Ammesso poi che si riesca a tombare il canale ai costi previsti dallo studio di progettazione Nardini, che per quanto bassi porteranno l'opera a costare almeno 500mila euro in più del milione e 350mila euro previsti dal precedente progetto già finanziato, chi metterà la differenza?". "A parte le mie personali perplessità - continua Stefanetto - sui reali costi di un'opera fatta a regola d'arte, giudico ambientalmente sbagliato tombare il canale senza prevedere adeguate opere di compensazione idraulica. E mi meraviglia che il Consorzio di bonifica invece di fare le dovute manutenzioni alle rive del canali pensi di cavarsela offrendo 133mila euro di contributo per il tombamento senza valutare i danni che questo potrà provocare sotto l'aspetto idrogeologico. Ricordo a questo proposito che il canale, oltre a rappresentare un elemento di identità storica del territorio, svolge un'importante funzione di raccolta per il deflusso delle acque della campagna circostante. Visti poi i bassi costi previsti per il manufatto è stata valutata adeguatamente la sua sezione?". "È poi riprovevole - conclude l'architetto dei Ds - che la Provincia accetti senza cercare un confronto le scelte 'dissennate' fatte da questa nuova amministrazione come da riprendere il ruolo passivo delle opposizioni consigliari, anche di centrosinistra, su questo importante problema".
Maurizio Marcon
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 13.10.2005 Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. |