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Gestione rifiuti nella bufera, fioccano gli esposti PDF Stampa
martedģ 11 ottobre 2005

data pubblicazione: 11 ottobre 2005

ImageGestione rifiuti nella bufera. Sono due le nuove accuse piovute in questi giorni sulla contestata partita della gestione ambientale del territorio comunale: "discarica abusiva" per l'ecocentro comunale e "turbativa d'asta" per il bando di gara della gestione rifiuti. La nuova ipotesi d'accusa per l'ecocentro comunale, gią posto sotto sequestro dalla Guardia di Finanza di San Doną per essere stato trovato privo delle autorizzazioni di legge e con una gestione non a norma, č la logica conseguenza degli otto carotaggi eseguiti nel sottosuolo. Carotaggi resisi necessari per il sospetto di una mancata bonifica del sito utilizzato, fino al 1994, allo scopo di stoccare rifiuti e ceneri dell'inceneritore comunale e che in sette casi avrebbero dato esito positivo con il rinvenimento appunto di ceneri e residui di rifiuti. Visto che un tempo gli inceneritori non avevano l'efficienza degli attuali, per tecnologia e temperature di combustione, le analisi dei residui diranno se ci sono, e in che quantitą, residui di materiali tossici. Č necessario ricordare che nell'inceneritore comunale di via delle Industrie, per un certo periodo di tempo, sono stati bruciati anche rifiuti speciali provenienti dagli ospedali di San Doną e Portogruaro. C'č inoltre da osservare che parte delle ceneri prodotte sono state utilizzate nel sottofondo nelle strade della vicina zona industriale. Dal 1994, l'amministrazione di Mario Visentin, con Graziano Teso vicesindaco, dette in affitto l'area alla ditta Franco Daniele per realizzare un impianto di betonaggio, e tuttora la Franco Daniele risulta titolare di quel contratto e non risulta chiarito il rientro al Comune per la sua trasformazione in ecocentro utilizzato dall'Alisea. Comunque, in merito alla nuova accusa, il semplice rinvenimento di residui di rifiuti e ceneri starebbero a dimostrare la presenza di una discarica abusiva non bonificata e coperta solo da alcune camionate di ghiaione. Non meno pesante l'accusa di "turbativa d'asta" lanciata da Osvaldo Cesaro, consigliere comunale di minoranza (Eraclea Civica), che dopo le "insoddisfacenti" risposte alla sua interrogazione sulla presunta illegittimitą del bando di gara, relativo all'affidamento del servizio di igiene ambientale nel territorio comunale, ha deciso di rivolgersi con esposti in Prefettura, Procura della Repubblica e Corte dei Conti. "Rimane immutata la mia convinzione - spiega Cesaro - circa l'illegittimitą della delibera di Giunta, essendo l'argomento di esclusiva competenza del consiglio comunale, oltre a non dare alcun indirizzo al responsabile dell'Area ambiente circa la procedura di aggiudicazione, l'oggetto, la durata, l'importo, i requisiti richiesti alle ditte per la partecipazione. Come illegittimo č l'affidamento diretto del servizio all'Alisea, poi rinnovato sino a fine 2005, essendo pendente un ricorso al Tar". Cesaro, in 23 punti, contesta il bando di gara e il capitolato di spesa che oltre ad essere infarcito di "numerosissimi errori di copiatura tra il capitolato Asi di San Doną ed il piano finanziario Alisea 2005" sarebbe "fortemente indirizzato", ovvero costruito su misura dell'Alisea, di qui l'accusa di "turbativa d'asta" di cui potrebbe essere accusato dai possibili concorrenti.

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.10.2005
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