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Sulla cantina sociale la maggioranza si spacca PDF Stampa
domenica 09 ottobre 2005

data pubblicazione: 09 ottobre 2005

ImageManifesti, volantini, comunicati: il dopo voto del consiglio comunale che ha affossato, per 13 voti a 4, il Piruea della Cantina sociale di Ponte Crepaldo, è contrassegnato da alte punte polemiche. Ad infiammare il dibattito è l'evidente crisi che agita la maggioranza, ufficializzata non tanto dal voto contrario di sette consiglieri, tra cui vicesindaco, assessori, consiglieri delegati e presidente del consiglio comunale, quanto dalle dichiarazioni di voto di Pier Paolo Cibin, presentatosi come rappresentante dei "dissidenti". Una maretta su cui si innestano discorsi di nuove elezioni. Si parla dell'esigenza di rinnovare la classe politica, magari attraverso una grande coalizione trasversale che punti sugli uomini più che sul colore politico e che traghetti il Comune verso obiettivi minimi di rapporti democratici. Quelli che sarebbero mancati, a parere dei sette "dissidenti", anche nella vicenda del Piruea della cantina sociale. Una vicenda sulla quale, dopo il voto in consiglio comunale, sono subito usciti i Ds con un manifesto che sottolineava, per Ponte Crepaldo, la mancata istituzione della farmacia e la realizzazione della pista ciclabile sulla Jesolana. Poi è uscita la Lega Nord con un volantino dal titolo in rima "Teso e Santina giù le mani dalla cantina" che allargava la critica al ruolo del sindaco e dell'assessore ai lavori pubblici, l'architetto Santina Zanin. Pronta la replica del sindaco Graziano Teso che fa affiggere un manifesto in cui spiega: "Per la cantina sociale abbiamo solo accelerato a norma di legge l'iter del progetto avviato dalla precedente amministrazione. E l'opportunità di esprimersi sul progetto, di valutarlo durante il suo lungo iter non è certo mancata alla cittadinanza e agli amministratori di Eraclea ed è stata sempre una valutazione positiva. Era stata la precedente amministrazione ad accogliere l'Osservazione della cantina per il riconoscimento di 6000 metri quadrati di superficie netta di pavimento". Tesi contestata dall'ex sindaco Alberto Argentoni: "Noi avevamo accolto l'Osservazione, ma imponendo limiti alle altezze che avrebbero di fatto impedito un eccesso di volumetria per quel fazzoletto di terra, invece permesso con la concessione del quarto piano".

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 09.10.2005
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.
 

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