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data pubblicazione: 04 ottobre 2005
I sette "dissidenti" della maggioranza escono allo scoperto e mettono clamorosamente sotto l'attuale sindaco Graziano Teso per 13 a 4. Il colpo di scena si è avuto nel consiglio comunale di venerdì, verso mezzanotte, al momento di votare per il Piruea che punta a trasformare lo stabile della cantina sociale di Ponte Crepaldo in un intervento residenziale di 6mila metri quadri di superficie netta di pavimento, pari a circa 22mila metricubi corrispondenti a 100/120 appartamenti. Una iniziativa edilizia importante per una realtà di quattromila abitanti come Ponte Crepaldo, ma che si trova tuttora senza farmacia e senza tanti altri servizi attesi da anni (pista ciclabile lungo la jesolana, campo sportivo ancora in fase di collaudo e palestra agibile). Il timore quindi che senza contropartite di valenza comunitaria l'eccessiva edificazione porti verso una deriva di degrado urbano. Le opposizioni hanno infatti battuto unanimi questo tasto: "Qual'è il vantaggio per la comunità di Ponte Crepaldo nel firmare una convenzione che garantisce solo un mare di metri cubi?". Ed è stato questo il tasto che ha indotto i "dissidenti" della maggioranza ad uscire allo scoperto, dopo che a luglio avevano formalizzato una richiesta di informazioni per costituire un nuovo gruppo all'interno della maggioranza ("Volto sociale"), senza peraltro chiudere sotto questo versante, ma avendo fatto filtrare voci su liti furibonde e diserzioni di sedute di Giunta. Niente dissidi ufficiali però, fino a venerdì sera quando, per le dichiarazioni di voto, ha preso la parola Pier Paolo Cibin del gruppo di maggioranza. "In rappresentanza dei cosiddetti dissidenti - ha detto - esprimo la contrarietà all'iniziativa non tanto per il merito, senza quindi entrare nella valutazione dei numeri del Programma integrato di riqualificazione edilizio-urbanistica, quanto nel metodo non democratico utilizzato: una iniziativa così importante per Ponte Crepaldo deve essere preventivamente presentata e discussa con la gente di Ponte Crepaldo". A questo punto il sindaco Graziano Teso, vista la mal parata, propone il ritiro del punto all'ordine del giorno, ma trovando al contrarietà delle opposizioni e degli stessi dissidenti, decisi ad affondare il coltello e andare fino in fondo, e qui il sindaco viene messo una prima volta sotto 13 a 5, per poi addirittura arrivare a 13 a 4, nel voto di approvazione della delibera, trovando l'astensione dello stesso capogruppo di maggioranza, Massimo Borin.
Maurizio Marcon
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 04.10.2005 Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. |