| Errore del Comune, la Corte dei Conti indaga |
|
|
| Scritto da Maurizio Marcon | |
| giovedì 12 luglio 2001 | |
|
Per la procedura d'esproprio sbagliata il Comune ci rimise 400 milioni, ora la Procura della Corte dei Conti cerca il recupero del danno, bussando alla porta degli amministratori presunti negligenti. Dopo il caso della scuola elementare progettata, e mai realizzata, che ha permesso un parziale rientro all'erario (i milioni buttati furono centinaia, ma la sentenza della Corte dei Conti riconobbe un recupero a carico del sindaco e degli assessori coinvolti solo di qualche decina di milioni), ora a passare sotto la lente d'ingrandimento dell'organo di controllo è l'errata procedura d'esproprio dei terreni di Clemente Pasti per realizzare la strada Eraclea Mare-Caorle. È di qualche giorno fa la richiesta di documentazione arrivata in Comune. I fatti risalgono al 1988, quando gli amministratri decisero d'espropriare i terreni interessati dal passaggio della strada, allora sindaco era Mario Visentin, procedendo con un decreto d'occupazione d'urgenza, senza però avviare la necessaria pratica d'esproprio. Questa pratica ha il brutto difetto, per chi l'avvia, di comportare il versamento, come garanzia per il cittadino espropriato, di una congrua cifra, pari all'indennità provvisoriamente stabilita. Praticamente quello che sta succedendo per il pip di Torre di Mosto. Ritardare la procedura d'esproprio offre inizialmente l'apparente vantaggio di non versare subito rilevanti cifre, una manna per i Comuni in crisi di liquidità, ma poi i nodi vengono al pettine: il privato cittadino espropriato nulla perde se si affida alla legge, come appunto ha fatto Clemente Pasti. Dopo aver intentato e vinto causa con l Comune, il contenzioso giudiziario è andato avanti dal 1993 al 1998, Pasti è rientrato di tutti i soldi che gli spettavano, interessi compresi. Da una cifra di poco superiore ai 100 milioni il Comune, tra spese legali e rimborsi vari, alla fine ha dovuto tirar fuori quasi mezzo miliardo. Spetterà ora alla Corte dei Conti accertare quanto e se devono risarcire i presunti amministratori negligenti. È prevedibile che per loro saranno dolori nell'eventualità di essere riconosciuti responsabili del danno erariale. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 12.07.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |