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Dopo l'ecocentro finiscono sotto sequestro anche tre aziende PDF Stampa
martedì 30 agosto 2005

data pubblicazione: 30 agosto 2005

ImageDopo l'ecocentro comunale la Guardia Finanza mette sotto sequestro anche tre aziende private della nuova lottizzazione produttiva Papa, tra cui la General Beton che opera con quindici autobetoniere e una trentina di dipendenti. Le tre aziende sono state trovate prive dell'agibilità igienico-sanitaria delle rispettive strutture. Si allarga quindi con esiti sempre più sorprendenti l'indagine delle Fiamme Gialle di San Donà, mossa inizialmente da una verifica delle attività dell'Ecocentro comunale di via delle Industrie, trovato privo dei requisiti di legge. A questo proposito c'è da rilevare che, proprio la settimana scorsa, anche il Gip ha confermato il sequestro disposto dalla Procura, e con questo avvalorando il lavoro svolto dai finanzieri. L'attenzione si è però per il momento spostata alla vicina lottizzazione Papa, proprio in seguito alle indagini su General Beton, che fino a qualche mese fa occupava il sito di proprietà comunale, poi destinato dalla nuova Amministrazione, con la contestata Ordinanza sindacale numero 40, ad ecocentro. Ad incuriosire i finanzieri la presenza nel sito di strutture usate un tempo dall'impianto di betonaggio e dalla contestuale presenza di contratti di subaffitto dalla Franco Daniele, che aveva affittato dal Comune il lotto di terreno. Indagando quindi sulla General Beton la Guardia di Finanza è capitata nella lottizzazione Papa, scoprendo la mancanza dell'agibilità igienico sanitaria degli edifici, non essendo mai stato eseguito il collaudo degli scarichi fognari. Bisogna a questo punto ricordare che l'agibilità igienico sanitaria è propedeutica all'ottenimento delle successive autorizzazioni, oltre a quella, già rilasciata dalla Provincia, per gli impianti. Una situazione analoga anche per la sede dell'azienda di trasporti Moschino Basciano e per l'azienda di nautica "Centro Mare". A questo proposito bisogna ricordare che già a maggio la Polizia Municipale aveva rilevato l'irregolarità della mancanza di agibilità per aziende in piena attività, ma si era limitata a comminare una sanzione amministrativa. Più pesante invece la mano delle fiamme gialle che hanno proceduto con il sequestro. A destare sorpresa soprattutto la General Beton, non solo per la dimensione dell'azienda, ma anche per essere stata in passato al centro di conflitti, anche giudiziari, con le vicine imprese artigiane che ne contestavano la congruità ambientale dell'insediamento. Tesi accolte dal Tar del Veneto che aveva sentenziato imponendo la scelta di un altro sito, ma non dalla Provincia che comunque ha rilasciato la nuova autorizzazione per l'impianto di lavorazione.

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 30.08.2005
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.
 

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