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Incendio spara bombola in giardino PDF Stampa
sabato 27 agosto 2005

data pubblicazione: 27 agosto 2005

ImageCome una bomba di mortaio. La bombola di ossigeno sotto pressione è esplosa e dalla spiaggia è stata proiettata a trecento metri di distanza, cadendo all'interno di un giardino privato, nel patio appena lasciato da una famiglia dopo avervi cenato. «È stato un miracolo - sospira Osvaldo Pinel - ma se tardavamo qualche minuto ancora a tavola potevamo veramente essere colpiti in pieno da quella bomba. Per fortuna eravamo già rientrati in casa quando abbiamo sentito in rapida successione tre esplosioni provenire dalla spiaggia. In famiglia, al momento, non ci eravamo accorti che da una di quelle esplosioni era partito un missile che era caduto nel nostro giardino. Poi abbiamo realizzato. Come potevamo immaginare che quella bombola di ossigeno sotto pressione esplosa per un incendio scavalcasse tutta la pineta e precipitasse sopra le nostre teste». Era successo che l'incendio di una cabina di deposito di materiali da spiaggia di uno stabilimento balneare avesse fatto esplodere tre bombole di ossigeno sotto pressione, presenti come attrezzatura per il primo soccorso in caso di asfissia da annegamento. Una di queste bombole era partita come un vero e proprio missile, sorprendendo per la gittata e i possibili effetti devastanti, la stessa polizia municipale di Eraclea che sta conducendo le indagini sul misterioso incendio in spiaggia. Erano da poco passate le 21.30 di giovedì, quando dalla spiaggia antistante la proprietà Pasti, in una zona di sera poco frequentata, a est della spiaggia di Eraclea Mare, la cabina dell'Archisun, che gestisce quattro nuove concessioni, è stata investita da un incendio. A pochissimi metri dal chiosco-bar Abeti di Giuseppe Momentè. Un grande fuoco e le tre esplosioni sono state l'effetto più eclatante dell'incendio, di probabile origine dolosa. Nessun danno alle persone, ma solo alle cose per alcune decine di migliaia di euro, completamente distrutto il deposito. Per spegnere l'incendio, in considerazione delle esplosioni e della presenza delle vicina pineta che avrebbe potuto essere attaccata dalle fiamme, oltre ai vigili del fuoco di San Donà e Jesolo, sono intervenuti anche i vigili del fuoco di Portogruaro. Il massiccio e pronto intervento dei pompieri ha permesso così di circoscrivere le fiamme che avevano attaccato sterpaglie e sottobosco. «Assieme alla polizia municipale - spiega il geometra Emilio Gasbarre, titolare di Archisun - abbiamo concluso che si tratta di un incendio doloso premeditato. Di mezzo non c'è un semplice atto di vandalismo, magari di uno che passando ha gettato un fiammifero, ma di qualcuno che è arrivato con una tanica di benzina e ne ha gettato all'interno il contenuto prima di appiccare il fuoco. Tutti i materiali, infatti, sono ignifughi e autoestinguenti: niente legno, solo alluminio o lamiere metalliche. Chi ha dato fuoco lo ha fatto studiando accuratamente le modalità. Purtroppo resta un mistero chi e per quali motivi possa averlo fatto non avendo mai subito minacce, screzi o avvisaglie di nessun tipo, anche perché non abbiamo pestato i piedi a nessuno». Mistero fitto, quindi, anche alla luce della contestata vicenda delle concessioni demaniali revocate e poi "sospese" dal Consiglio di Stato: le quattro concessioni di Archisun sono tutte ex zone libere, vinte con regolare gara, le sole, al momento, con questi requisiti a Eraclea Mare.

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 27.08.2005
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.
 

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