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data pubblicazione: 18 agosto 2005
A distanza di quattro anni la Guardia di finanza torna in Comune ad ispezionare e sequestrare documenti. Anche questa volta prese di mira sono le attivitą dell'ufficio tecnico, non per questioni urbanistiche, ma per la raccolta rifiuti ed in particolare per l'istituzione dell'ecocentro di via delle Industrie. Ed č stata proprio questa struttura, gią messa sotto sequestro la scorsa settimana dalle Fiamme gialle, a dare il lą ad una indagine che si presenta ancora carica di sviluppi per circostanziare i reati ambientali riscontrati e attribuirne le diverse responsabilitą. Arrivati assieme ai tecnici dell'Arpav i finanzieri di San Doną hanno prima agito con mandato di esibizione dei documenti per ottenerne la visione, poi č stata la volta di un mandato di sequestro dei documenti originali. Dall'ecocentro le attivitą di indagine si stanno ora estendendo a tutta la gestione della raccolta rifiuti che tante polemiche ha suscitato per il suo recente repentino cambio di gestione da Asvo ad Alisea. Oltre a tutta la documentazione cartacea gli uomini delle Fiamme gialle si sono particolarmente interessate, procedendo al relativo sequestro, alle cassette di registrazione del consiglio comunale di fine luglio, quando i consiglieri di opposizione di Eraclea civica (Osvaldo Cesaro, Giuseppe Filippi e Alberto Argentoni) misero alle strette la giunta comunale, denunciando presunte illegittimitą nella gestione rifiuti, partendo appunto dall'ecocentro, che poi effettivamente č stato trovato privo di autorizzazioni e requisiti di legge. In particolare, come i consiglieri di opposizione si sono dimostrati preoccupati per il percolato che usciva dai cassoni in cui l'Alisea stoccava temporaneamente i diversi tipi di rifiuti della raccolta porta a porta, anche le Fiamme gialle si sono allarmate per il possibile inquinamento di terreni e falda acquifera. Non si tratterebbe quindi solo di trasgressione autorizzativa, ma di reati ambientali ben pił gravi dal punto di vista penale. Individuato il reato ora si tratta di individuare i responsabili. Quattro anni fa a pagare fu solo il capoufficio tecnico, costretto alle dimissioni, ora sembrano emergere responsabilitą anche di ordine politico. E forse per questo c'č stata tanta insistenza per ottenere il sequestro della famosa cassetta del consiglio comunale del 26 luglio. Non č chiaro, invece, come sia stato risolto il caso della seduta consigliare del 18 aprile, in cui fu deciso il contestato cambio di gestione della raccolta rifiuti e di cui č stata irrimediabilmente persa la registrazione. Dopo l'attivitą in municipio, durata l'intera giornata, gli uomini della Guardia di finanza hanno proceduto a cambiare, su mandato del magistrato di turno, dottoressa Mossa, il tipo di sequestro dell'ecocentro che da "probatorio" (del reato) č diventato "preventivo" (per evitarne la reiterazione). Un cambio di sigilli che non cambia la sostanza: l'ecocentro resta sequestrato.
Maurizio Marcon
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 18.08.2005 Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Societą Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Societą Editrice Padana S.p.A. |