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Sigilli della Guardia della finanza all'ecocentro PDF Stampa
giovedì 11 agosto 2005

data pubblicazione: 11 agosto 2005

ImageE dopo la denuncia in consiglio comunale è arrivato anche il sequestro dell'Ecocentro comunale da parte della Guardia di Finanza. A sollevare il problema sulle presunte irregolarità del sito era stato, nel consiglio comunale di fine luglio, Osvaldo Cesaro (Eraclea Civica) che aveva interrogato il sindaco Graziano Teso sulla effettiva presenza delle autorizzazioni di legge avendo notato alcune presunte irregolarità nella gestione. In particolare Cesaro aveva espresso preoccupazione per come venivano eliminate le acque utilizzate per il lavaggio dei cassonetti che venivano scaricate nei tombini della acque bianche, per l'assenza di un impianto di pesatura, e per la presunta mancanza di altri requisiti previsti dalla legge. Il capogruppo di Eraclea Civica, Giuseppe Filippi, aveva posto l'interrogativo: "Un cittadino se brucia qualcosa all'aperto viene multato dalla Polizia municipale, come mai il Comune ha invece la possibilità di fare quello che vuole in dispregio delle norme di legge?". Ancor più severo l'ex sindaco Alberto Argentoni, ora consigliere di Eraclea Civica, che aveva pronunciato una vero e proprio j'accuse, ricordando la presunta illegittimità dell'affidamento diretto della gestione rifiuti ad Alisea, contestando infine apertamente l'ordinanza sindacale (la numero 40 del 2005) che ha consentito l'apertura dell'ecocentro, denunciata come "palesemente illegale", in quanto sarebbe stata priva dei presupposti giuridici. Dubbi e preoccupazioni aveva espresso anche il capogruppo della Lega Nord, Giancarlo Rossi. Il sindaco Teso, allora in quella sede aveva ammesso che il sito contestato era impropriamente chiamato Ecocentro, in realtà sarebbe stato un deposito per travaso di ingombranti e altri rifiuti, temporaneamente affidato al Alisea. A conferma di ciò, il 29 luglio, emanava un'Ordinanza di rettifica della 40, nel cui titolo si sarebbe parlato impropriamente di Ecocentro, definendo e autorizzando il sito di via delle Industrie come "cantiere temporaneo finalizzato alle attività di stoccaggio in deroga alle norme vigenti". Una deroga che non deve aver convinto la Guardia di Finanza che ha proceduto comunque ad apporre in questi giorni i sigilli all'impianto.

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 11.08.2005
Nota sul Copyright: Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla SEP - Società Editrice Padana S.p.A. editrice de "Il Gazzettino", spetta in via esclusiva alla SEP - Società Editrice Padana S.p.A.
 

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