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martedì 05 luglio 2005

data pubblicazione: 05 luglio 2005

Image L'anno scorso il divieto ai bimbi di fare buche sulla sabbia, quest'anno la guerra degli ombrelloni davanti alle concessioni. La spiaggia di Eraclea conferma la sua propensione alla polemica, esasperando forse a causa di un momento in cui l'economia turistica non tira più più come un tempo. «Purtroppo come in tutte le spiagge anche a Eraclea Mare stiamo soffrendo un po' - spiega Natale Ostan, albergatore presidente della Gestur e membro del cda dell'Eraclea Turismo - e si tende così ad amplificare i problemi, scaricando le responsabilità su problematiche che ci sono sempre state. C'è sempre stato, e in tutte le spiagge, chi si siede sul suo asciugamano davanti alle concessioni o addirittura pianta l'ombrellone. Gente che comunque ben difficilmente spende 12 euro per affittare un ombrellone, e se cacciata dal posto occupato davanti alla concessione, cerca un'altra sistemazione in un'altra zona libera. «E' vero, a Eraclea Mare - prosegue Ostan - il fenomeno degli ombrelloni abusivi è stato esasperato da quei trenta metri strappati al mare, allungando l'arenile con vera sabbia pescata in mezzo al mare. «Un intervento fortemente voluto da noi operatori - aggiunge il presidente della Gestur - e che la Regione ha finalmente esaudito spendendo cifre miliardarie. «Quell'intervento ha decisamente migliorato l'offerta della nostra spiaggia - mette in evidenza Natale Ostan - che oltre alla splendida pineta ora può offrire anche un'arenile fatto finalmente di sabbia e non del cemento dei gradoni del muro di contenimento della mareggiate. «Gli affitta ombrelloni - approfondisce Natale Ostan - devono pazientare fino alla conclusione del piano dell'arenile, quando saranno trovate le giuste contromisure al fenomeno degli abusivi. «E bisogna anche che non s'inventino regolamenti e divieti - conclude Natale Ostan - come quello di vietare di fare le buche ai bambini o di sedersi sul muretto. Deputato a fare i regolamenti in spiaggia è il Comune e non i concessionari di loro iniziativa». «Al regolamento preesistente - spiega il sindaco Graziano Teso - fatto dalla precedente amministrazione, abbiamo aggiunto, nel luglio dell'anno scorso, quando esplose il problema, un solo punto: "il divieto di sosta con gli ombrelloni difronte alle concessioni, in linea con le legge regionali" che prescrivono appunto la zona di passaggio di 5 metri dalla battigia». In sostanza già l'anno scorso il Comune aveva affrontato il problema, ma la crisi ora lo ha esasperato trovando sempre meno gente disponibile a spendere per principio, o impossibilità, 12 euro per affittare un ombrellone. «Il vero problema - sostiene Stefano Marchesan, albergatore, già presidente dell'Associazione e dell'Eraclea turismo mettendo a fuoco una ipotetica soluzione - è trovare il modo di far pagare qualcosa ai pendolari per accedere ai servizi della spiaggia».

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 05.07.2005
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