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L'ex conventino delle suore diventi museo e centro culturale PDF Stampa
martedì 07 giugno 2005

data pubblicazione: 07 giugno 2005

ImageTrasformare l'ex Convento delle suore Giuseppine in museo e centro culturale. La proposta è del circolo di An allo scopo di trovare un luogo dove poter riunire tutti i reperti archeologici dell'antica Heraclia, sparsi nei diversi musei del territorio, o abusivamente detenuti da privati. La richiesta di An, formalizzata con una lettera all'assessore comunale alla Cultura, prevede di "realizzare un sito museale per raccogliere finalmente tutti i possibili reperti archeologici abusivamente detenuti da privati e da altre sedi museali quali Venezia, Altino, Concordia, Oderzo ed Aquileia. Riteniamo che la sede più adatta sia l'ex Convento, in quanto è l'edificio più antico del centro storico di Eraclea ". E per sostenere la concreta attuabilità della proposta An ricorda che "la Comunità europea prevede finanziamenti per la ristrutturazione di monumenti storici e per l'allestimento di musei locali. Non tutti sanno che il 5 luglio 1865, a Ca' Turcata, in località 'Mutera', due contadini rinvennero, alla profondità di circa un metro, un'urna di pietra contenente le spoglie del Vescovo Felice di Cittanova. La proprietaria del terreno, Bortolina Plutis-Sardegna la cedette al Comune di Eraclea. L'urna con la scritta 'Hic requiesit Felis Episcopus' rimase sulla piazza fino al 1870, quando il senatore Luigi Torelli la fece trasportare a Torcello". "Cercheremo - conclude An - in tutti i modi di interessare il Ministero ai Beni Culturali ad occuparsi della raccolta di tutti i reperti e restituirli alla nostra città, qualora esista un museo". Costruito, forse, alla fine dell'800, ma c'è chi sostiene nel 1910, l'ex conventino si chiama così in quanto dopo l'occupazione austriaca del novembre 1917, ospitò le suore Giuseppine che dall'ospedale di San Donà si trasferirono con alcuni malati; dopo la guerra l'edificio divenne di proprietà comunale, ospitando le scuola elementare fino al 1934; quindi venne utilizzato del Comune per dare rifugio ai senza tetto; divenuto in parte magazzino comunale per cose di poco pregio, si cercò, negli anni '90, di trasformarlo in abitazioni popolari, ma l'operazione venne bloccata dal Sovrintendenza.

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 07.06.2005
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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