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Alberto Argentoni nominato presidente regionale dell'Avis PDF Stampa
martedì 17 maggio 2005

data pubblicazione: 17 maggio 2005

ImageAlberto Argentoni presidente regionale dell'Avis. È stato eletto all'unanimità dai 23 membri del consiglio direttivo uscito dall'assemblea regionale dell'Avis di Castelfranco Veneto. Argentoni succede al trevigiano Maurizio Bonotto giunto al termine di due mandati con l'impossibilità quindi di ricoprire la carica. Alberto Argentoni, 46 anni, medico di base, sposato padre di figli, sindaco di Eraclea dal 1995 al 2004, ora consigliere comunale d'opposizione e membro della Segreteria provinciale della Margherita, nel campo Avis è stato presidente provinciale, dal 1996 al 2002, da tre era vicepresidente regionale. Ed è proprio nel segno della continuità che Argentoni si prefigge di condurre l'Avis veneta nei prossimi quattro anni, avendo nell'attivazione del 4. piano sangue regionale l'obiettivo più importante. L'elezione al vertice regionale dell'Avis di Argentoni è un riconoscimento di merito e ruolo guadagnati con gli ottimi risultati raggiunti alla guida dell'Avis provinciale prima e alla segreteria provinciale dopo. Con i suoi 120mila iscritti e 400 sezioni territoriali, l'Avis veneta è la più importante associazione regionale di volontariato, quarta in Italia per raccolta sangue e capofila per quanto riguarda accordi con la Regione e soggetti sanitari, in tema di tema produzione di plasma derivati e altre attività trasfusionali. "Innanzitutto - spiega Argentoni - c'è la volontà di continuare il lavoro finora svolto a livello regionale, mantenendo l'unitarietà dell'Associazione e ricercando l'unità dei servizi e della massima sicurezza per il donatore e l'ammalato. La grossa responsabilità che l'Associazione ha in questo momento è l'attivazione del 4. Piano sangue regionale che prevede una riorganizzazione del sistema trasfusionale veneto per aumentarne efficienza e qualità. Il settore trasfusionale è uno dei primi settori della sanità pubblica in cui si crea il Dipartimento, in questo caso il Dipartimento trasfusionale provinciale, basato sull'unificazione gestionale dei servizi delle varie aziende presenti nella provincia, con l'avvio di un nuovo sistema di contabilità, comune a tutti i centri trasfusionali, per spese, gestione e la loro messa in rete attraverso un sistema informatico dedicato".

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 17.05.2005
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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