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Rifiuti, scatta la caccia ai bidoncini PDF Stampa
martedì 10 maggio 2005

data pubblicazione: 10 maggio 2005

ImageI condomìni sono ancora senza bidoni per lo smaltimento rifiuti, ed anche molte abitazioni singole sarebbero ancora senza i bidoncini. Ad un settimana dall'inizio del nuovo sistema dei rifiuti porta a porta, la situazione fatica a stabilizzarsi provocando disagi e proteste degli utenti. Senza contare le polemiche delle opposizioni di centrosinistra, in particolare di Giuseppe Filippi e Osvaldo Cesaro di "Civica per Eraclea", per modi, tempi e costi del repentino cambio del sistema di raccolta. In particolare le proteste degli utenti sono state rivolte alla mancanza d'informazione, soprattutto in relazione all'uso degli ormai famosi bidoni colorati. Lo scorso martedì mattina, giorno di mercato, con il servizio già avviato, c'era gran ressa in Municipio per ritirare i bidoncini: il messo Giorgio Franceschetto, incaricato della distribuzione, è stato il dipendente comunale più oberato, dovendo distribuire una moltitudine di bidoncini. Pochi infatti, rispetto alla grande massa dei residenti, si erano recati alle riunioni informative, dove veniva consegnata anche l'attrezzatura. In questo momento, chi dovesse ancora ritirare i bidoncini deve rivolgersi all'ecocentro, in zona industriale (zona ex inceneritore); in caso di bidoni per condomìni bisogna avere pazienza ed attendere che l'attrezzatura, appena disponibile, venga recapitata direttamente a domicilio: nel frattempo si sta provvedendo alla consegna dei bidoni alle attività commerciali e artigianali. L'altra lamentela riguarda la mancanza d'informazione sulle modalità di consegna dei vari tipi di rifiuto: sembrano essere spariti gli opuscoli stampati per aiutare gli utenti a districarsi con il nuovo tipo di raccolta. E non si placano le proteste di "Civica per Eraclea" per l'accelerazione data al cambio di gestione rifiuti, dall'Asvo ad Alisea. La fretta, a parere di Filippi e Cesaro avrebbe comportato, tra l'atro, decisioni assunte in difformità del regolamento comunale e, soprattutto, con presunti pesanti aggravi di costi a carico dei cittadini. Tutto, infatti, è stato deciso lunedì 18 aprile, tra pomeriggio e sera, in una serie di riunioni che dovevano sfociare in atti da far ratificare al consiglio comunale, convocato per le 20.30. Nel pomeriggio la riunione del Cda dell'Asvo aveva dato via libera alla risoluzione consensuale del contratto con il Comune, in scadenza a fine 2007, imponendo addebiti e condizioni a carico del Comune; è datata, alle 19.45, la delibera di Giunta che dava il via libera al funzionario del Comune per la firma della risoluzione consensuale del contratto, mentre il consiglio comunale era convocato per le 20.30. "A parte i maggiori costi per oltre mezzo milione di euro a carico degli utenti di Eraclea, ancora una volta - protestano Giuseppe Filippi e Osvaldo Cesaro - il consiglio comunale non è stato messo in condizione di decidere con cognizione di causa. Comunque chiederemo di invalidare la delibera votata a maggioranza non solo per questa scorrettezza ma anche perché, probabilmente, mancano i requisiti di legge per un affidamento diretto, seppur provvisorio, del servizio ad Alisea".

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 10.05.2005
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