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Malavita, "stagionali" in manette PDF Stampa
mercoledì 27 aprile 2005

data pubblicazione: 27 aprile 2005

ImageCi sono due persone che la stagione estiva l'hanno già finita ancora prima di cominciare. Per la felicità di tutti. Già, perchè i due, di mestiere fanno i ladri di auto e l'altro giorno stavano mettendo a segno un colpo, forse quello che avrebbe tenuto a battesimo la loro stagione estiva a Eraclea Mare. Male per loro, ma bene per la serenità di operatori e turisti, che i Carabinieri abbiano ulteriormente alzato il livello di guardia proprio in concomitanza con l'avvicinarsi dell'estate. I due sono Loris Rossetto, 40 anni, originario di Feltre ma residente ad Oderzo e Davide Marcuzzo, 20 anni, di Vazzola (Treviso), pregiudicati e quindi già noti alle forze dell'ordine. I militari dell'Arma di Eraclea si sono contrapposti alle loro strade nel pomeriggio di lunedì; sono stati arrestati dopo un rocambolesco inseguimento, grazie anche alla collaborazione dei colleghi di Caorle. A Eraclea Mare il pallido sole del pomeriggio di "San Marco" aveva portato un po' di turisti, per la tradizionale passeggiata in spiaggia; le auto erano state parcheggiate lungo le vie della località balneare. I due malviventi avevano posto la loro attenzione su di una Alfa Romeo 156 di proprietà di un giovane avvocato di Meolo; erano già riusciti a forzare la serratura ed avevano prelevato due cellulari e la borsa della moglie. La cosa non sfuggiva a una pattuglia dell'arma, impegnata nel servizio di controllo del territorio. Alla vista dei carabinieri i ladri si davano alla fuga a bordo della loro autovettura, una Citroen Saxo. Veniva immediatamente predisposto il piano di ricerche che scatta in simili situazioni, coordinato dalla centrale operativa del comando compagnia di San Donà di Piave. L'inseguimento, da Eraclea Mare, passando per Duna Verde, terminava a Porto Santa Margherita, dove i fuggitivi si sono trovati di fronte a un vicolo chiuso, predisposto dal reticolo delle pattuglie dei carabinieri. Bloccati e ammanettati, i due sono stati condotti nel carcere di Venezia, a disposizione del pubblico ministero Ancillotto, che ha contestato loro il reato di tentato furto aggravato e continuato. Una operazione frutto dei servizi specifici predisposti, su tutto il litorale, con il fine di garantire la sicurezza e reprimere i furti.

Fabrizio Cibin

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 27.04.2005
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