| Darsena ed ex campeggi militari tornano ad essere zone turistiche |
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| Scritto da Maurizio Marcon | |
| martedì 03 luglio 2001 | |
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La darsena del Mariclea non è più base navale di preminente interesse nazionale. Ed anche gli 11mila metri degli ex campeggi militari (zona Pasti) perdono valenza strategica nella logistica difensiva nazionale e diventano normali siti turistici sotto la competenza della Regione. Una incongruenza sulla destinazione di queste aree che a suo tempo fece sorridere per la roboante importanza attribuita a normalissimi siti turistici, ma prevista dal decreto del Presidente del consiglio dei ministri del 21 dicembre 1995, verso cui la Regione Veneto si era opposta fin dal 1996, presentando ricorso al Tar del Lazio. Finalmente, a distanza di cinque anni, il tribunale amministrativo laziale ha dato risposta sentenziando l'illegittimità costituzionale del decreto che escludeva quei siti dalla delega regionale per l'esercizio di finalità turistiche e ricreative. Con il Mariclea e gli ex campeggi dei militari perdono significato nel panorama difensivo nazionale anche la darsena Porto Baseleghe a Bibione, la darsena Boat Service di Jesolo, la darsena Marina di Jesolo, la darsena Porto Turistico di Jesolo; e tra gli arenili in concessione, oltre ai due di Eraclea Mare, anche quelli concessi ai militari a San Nicolò del Lido di Venezia e Ca' Savio a Cavallino-Treporti. Luoghi tipicamente turistici, ma che si trovavano classificati e gestiti direttamente da Roma, dal Ministero dei trasporti e della navigazione, attraverso la Capitaneria di Porto. Ed è qui il punto: l'ambita gestione diretta da parte della Capitaneria di Porto. A far emergere la patata bollente della gestione diretta della Capitaneria di Porto è stata nella passata legislatura una interrogazione alla Giunta Regionale dei consiglieri Cacciari, Sprocati e Boato. A sollecitare il loro interesse erano gli abusi edilizi commessi dal club nautico Mariclea nell'ameno porticciolo posto difronte alla laguna del Mort. Si seppe così del contenzioso aperto davanti al Tar del Lazio. Dopo una recente interrogazione in Regione dei consiglieri di Rifondazione Comunista, Tosi e Pettenò, sullo stesso tema, la notizia della conclusione dell'iter giudiziario: la delega per la gestione amministrativa dei porticcioli turistici della costa orientale veneziana, non ancora compresi, spettava tutta alla Regione. E questo non è cosa di poco conto: il controllo della Regione, a parere degli ambientalisti, avrebbe impedito gli abusi commessi in darsena. Per i 5.200 metri di arenile in località Bosco Verde, concessi alla 3. Brigata missili Aquileia e i 5.950 metri di arenile a Marina di Santa Croce, concessi all 92. Brigata corazzata Mameli, in realtà poco cambia visto che ancora nel 1993 furono lasciati liberi dai militari dopo un'ordinanza di sgombero delle strutture fisse da parte dell'allora sindaco Visentin. Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 03.07.2001.Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |