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data pubblicazione: 25 marzo 2005 Caos nelle concessioni demaniali in spiaggia. Manca poco più di un mese all'inizio della stagione turistica e l'intero arenile è sub iudice, del Consiglio di Stato che ha concesso la sospensiva alla revoca delle vecchie concessioni decisa dal Comune e del Tar per i successivi bandi accusati di irregolarità: solo per i 200 metri in Comune di Jesolo (lato est dell'arenile) le concessioni, mai revocate, potranno funzionare regolarmente. Se all'Ufficio Demanio del Comune alzano le mani impotenti, ammettendo il "caos" in cui è precipitata la spiaggia di Eraclea Mare, ad avere i maggiori problemi sono però i vecchi concessionari, gli affitta ombrelloni del Cogest, che di spiaggia vivono. "L'Amministrazione in carica ci ha tradito - protestano - prima ci hanno chiesto i voti ora sembra, sono parole del sindaco Graziano Teso, che la spiaggia debba dare un 'certo tornaconto' per il Comune: si parla di 250 euro a picchetto, per noi vorrebbe dire lavorare senza guadagno, ovvero chiudere". In verità la situazione è molto più complessa, e prima di parlare del prezzo al picchetto sarà necessario aspettare le sentenze dei tribunali amministrativi. Neppure il Comune, infatti, è in grado di avere certezze su cosa succederà quest'estate, su chi potrà accampare diritti di concessione, e a che prezzo. Non a caso l'Ufficio Demanio ammette l'esistenza del 'caos'. Tutto è iniziato ai tempi dell'Amministrazione Argentoni, quando nel passaggio di gestione della spiaggia dalla Capitaneria di Porto al Comune s'intravvide la possibilità di mettere a frutto l'occasione e si mise sotto accusa il regime delle concessioni dei due Consorzi (Gestur e Cogest) procedendo con la revoca in base all'accusa di praticare la subconcessione. Un atto impugnato dal Cogest davanti al Tar, che peraltro non accolse il ricorso, diversamente a quanto ha deciso poi il Consiglio di Stato che ha concesso la Sospensiva all'atto di revoca, e in teoria riconsegnando la concessioni ai vecchi concessionari. Solo in teoria, però, perchè nel frattempo il Comune nella convinzione di essere tornato in possesso delle concessioni le aveva ribandite e assegnate, assieme ad alcune aree libere, a nuovi concessionari (Eraclea Turismo e Archisun). Inoltre il Comune, per parare il colpo della Sospensiva alla revoca, concessa dal Consiglio di Stato, ha emesso un nuovo atto di revoca, anche questo subito impugnato davanti al Tar dal Cogest. Come se non bastasse l'attuale Amministrazione Teso, nella convinzione che i bandi di riassegnazione fossero viziati da irregolarità (le norme di assegnazione non sono state contestuali al bando, ma decise posteriormente) e che quindi il prossimo 7 luglio il Tar annullerà la gara, in sede di autotutela ha annullato parte delle nuove concessioni che sono peraltro la fetta più importante e appetibile, quelle dell'area centrale.
Maurizio Marcon
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 25.03.2005 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |