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Via libera alla Variante parziale di Eraclea Mare. Ma l'abuso fa discutere PDF Stampa
martedì 08 marzo 2005

data pubblicazione: 08 marzo 2005

ImageCon l'approvazione delle "Controdeduzioni alle osservazioni" e la conseguente riadozione, via libera del consiglio comunale alla Variante parziale di Eraclea Mare. Ma gli oltre 300mila cubi previsti, anche in zona che la passata Amministrazione aveva destinato a verde e parco, fanno sbottare l'ex sindaco Alberto Argentoni: "Sono curioso di sapere come si farà a giustificare la sostenibilità di tanta colata di cemento". Gli aspetti più rilevanti discussi hanno infatti riguardato l'Osservazione (accolta) della proprietà Pasti, relativamente ai 250mila cubi concessi per quella che oramai viene definita la "Nova Heraclia", per la quale il consiglio comunale ha concesso: l'eliminazione dell'edilizia convenzionata, la trasformazione del centro commerciale in commerciale di medio piccole dimensioni, un nuovo campeggio e 50mila cubi di alberghiero. L'Osservazione più eclatante accolta è stata invece quella proposta dalla proprietà Residence dei Lecci. In questo caso l'ex sindaco Argentoni è andato giù ancora più pesante con un'espressione, peraltro condivisa dal sindaco in carica Graziano Teso: "È vergognoso che si premi chi dopo aver commesso un abuso edilizio ottiene di costruirci sopra altri tre piani". Succede infatti che i proprietari del Residence dei Lecci, dopo aver ottenuto, dalla passata Amministrazione, di costruire, in zona destinata a "verde privato vincolato", dei parcheggi interrati con l'obbligo di ripristinarvi sopra il verde, abbiano agito diversamente costruendo parcheggi seminterrati, ovvero sporgenti dalla linea del suolo mettendo in vista una orribile soletta di cemento. Si è aperto così un contenzioso con l'Amministrazione comunale che non è però riuscita ad ottenere ne l'eliminazione dell'abuso e neppure che l'orribile manufatto venga coperto con dei giardini pensili. Nel frattempo è arrivata l'ultima legge sul condono edilizio, ed essendo quella una zona non vincolata, pur a ridosso della pineta, quella sì vincolata essendo anche un Sic (Sito d'interesse comunitario), i proprietari hanno ottenuto di sanare senza abbattere. Ora, in sede di variante parziale, hanno chiesto, e ora ottenuto, di nascondere la bruttura costruendovi sopra edifici anche se non più alti di 9 metri e mezzo. "È vergognoso che si premi l'abuso - dice Argentoni - l'Amministrazione comunale ha il dovere di dar battaglia per far ripristinare il verde". "È vero - replica il sindaco Teso - è vergognoso, ma quell'abuso è talmente brutto e così in vista che deturpa il paesaggio, solo costruendovi sopra nuove e più belle architetture è possibile rimediare".

Maurizio Marcon

Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 08.03.2005
Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A."
 

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