|
Ambientalisti: «Un diluvio di cemento sull'area costiera» |
|
|
|
lunedì 28 febbraio 2005 |
|
data pubblicazione: 28 febbraio 2005 Questa sera, ultimo giorno utile, dopo San Michele e Eraclea, tocca al consiglio comunale di Caorle chiudere il cerchio dell'adozione delle varianti urbanistiche sulla costa, prima dello stop, che si presume durerà alcuni anni, previsto dall'effettivo passaggio delle competenze urbanistiche alla Provincia. Varianti che avrebbero dovute essere "parziali" nello spirito della proroga, votata a fine novembre dal consiglio regionale, ma che in molti casi nella sostanza hanno complessivamente un valore superiore ad una variante generale o addirittura, come nel caso di Eraclea, ridisegnano il futuro del territorio come se fosse un nuovo piano regolatore. Gli ambientalisti parlano di diluvio di cemento che andrà ad alterare l'assetto dell'area costiera in certi casi ben oltre quanto previsto dal contestatissimo Palalvo. E a volte passando solo in Giunta utilizzando lo strumento del Piruea (Programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale). Si dovrebbe pertanto edificare a Eraclea e a San Michele al Tagliamento. Ultimo atto, questa sera, in consiglio comunale a Caorle. Intanto il Comitato a difesa del territorio di Caorle ha tappezzato la città con decine di manifesti inviando la popolazione a manifestare il proprio dissenso all'assemblea pubblica di questa sera.
Maurizio Marcon
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 28.02.2005 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |