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data pubblicazione: 26 febbraio 2005 Sono in corso da ieri sera, per protrarsi fino a lunedì una serie di sedute del consiglio comunale, in prima e seconda convocazione, per approvare 22 punti che vanno dal semplice adeguamento dei regolamenti comunali su diverse materie, al riordino urbanistico di Eraclea, località balneare compresa, all'approvazione del Bilancio di previsione per il 2005 e il piano triennale delle opere pubbliche 2005/2007. Una massa di lavoro per i consiglieri comunali che non risparmia neppure il sabato: la seduta forse più importante, quella dedicata ai complessi affari urbanistici in cui si ridisegna in pratica il territorio di Eraclea, attraverso adozione, riadozione e controdeduzioni varie alla serie di varianti parziali, da approvare assolutamente entro il termine del 28 febbraio, prima del blocco previsto dal passaggio delle competenze urbanistiche dalla Regione alla Provincia, è stata convocata dal presidente del consiglio comunale, Renata Filippi, proprio per le 9.30 di oggi. Preoccupato il capogruppo di Eraclea Civica, Giuseppe Filippi. "Capisco - protesta - che c'è l'urgenza di rispettare la scadenza del 28 febbraio, ma noi consiglieri ancora una volta siamo senza documentazione: ci è stata fornita oggi la documentazione per il consiglio comunale di venerdì, dove peraltro non si discutono punti importanti, ci manca ancora invece la ben più rilevante documentazione relativa alle varianti urbanistiche e al bilancio di previsione: siamo nella più completa disattenzione delle regole minime democratiche oltre a quelle dei regolamenti comunali. Da rilevare infine che in tutte queste urgenze avanzate dall'attuale maggioranza manca quella forse più importante: la necessità di affrontare il caos in cui si trova l'assegnazione delle concessioni demaniali dopo la decisione del Tar di dare la sospensiva rispetto ai bandi del Comune". Ed è questo l'argomento che più crea apprensione tra gli operatori turistici della spiaggia. "Bisogna ricordare a questo proposito - spiega Filippi - che non è stata rispettata l'ordinanza del Consiglio di Stato, del 25 giugno 2004, che ha accolto la sospensiva, sia della decadenza delle precedenti concessioni demaniali, vecchie di 25 anni, sia dei successivi bandi del Comune. Tale ordinanza doveva essere eseguita dalla nuova giunta comunale, reintegrando i Consorzi nelle titolarità delle precedenti concessioni e sospendendo le concessioni rilasciate con i successivi bandi, relativi alle stesse aree già concessionate. Siamo insomma nell'assoluta illegittimità di diritto e gli operatori sono nella più completa incertezza, e non sanno veramente che fare e a chi votarsi".
Maurizio Marcon
Articolo tratto da "Il Gazzettino" © edizione di Venezia del 26.02.2005 Nota sul Copyright: "Ogni diritto di legge sulle informazioni fornite dalla società Finanziaria ed Editoriale San Marco S.p.A. editrice de "Il Gazzettino" spetta in via esclusiva alla società Finanaziaria ed Editoriale San Marco S.p.A." |